martedì 7 aprile 2026

Pasquetta a Casterno con la Marcia dei Ciliegi in fiore: 40 anni di corsa

Era una piovosa Pasquetta dell’aprile 1986 quando partecipavo alla mia prima corsa ed era la marcia dei ciliegi in fiore di Casterno. Quarant’anni fa, una vita. Niente foto all’arrivo, niente garmin di ultima generazione che ti segnala tempo, battito cardiaco, calorie, metri in salita e in discesa, andamento della prostata e mille altre robe. Soprattutto niente social per bearsi dello scarso risultato vantandosi come se si trattasse del record del mondo sfiorato. 

Un altro mondo in cui eravamo 4 gatti a correre, mentre oggi siamo una marea. Ricordo che feci la 5,5 km e arrivai impaltato fin dentro le orecchie con mia mamma che, a casa, mi urlò dietro frasi tipo ‘prova ancora ad andare a fare una scemata simile e vedi cosa ti faccio!!’. Ma mi piacque al punto che non ho mai smesso in 40 anni, pur tra mille difficoltà. E allora lunga vita alla marcia dei ciliegi in fiore di Casterno!



giovedì 4 settembre 2025

Ritornare a correre dopo un infortunio


Erano la bellezza di tre anni che non scrivevo più sul mio NaviglioRunning. A dire il vero non avevo molto da scrivere visto che, pur allenandomi, non partecipavo a nessuna gara (nemmeno le non competitive). Dopo l’infortunio che mi ha bloccato con stampelle e carrozzina per due mesi ho deciso di provare a ritornare e lo sto facendo con costanza e non poca fatica. Ho partecipato alla Bufalora volt e bas di fine luglio correndola a 5.10 al chilometro e, nonostante il gran caldo, sono riuscito a d allenarmi nei mesi di luglio e agosto percorrendo circa 200 chilometri di corsa e 700 in mountain bike. 

Il mio livello di forma non è certo quello di un decennio fa e probabilmente non tornerà più a correre a certi ritmi. Ma quanto meno ci si prova, tenendo presente che l’importante sarà non incappare in un altro infortunio. Quindi meglio rallentare e continuare a correre, piuttosto che doversi fermare. Questa mattina ho corso 12 chilometri a 5.40 al chilometri, diciamo un minuto in più rispetto ai tempi migliori. Il tragitto è quello classico con partenza da Magenta, Castellazzo dè Barzi, Robecco sul Naviglio, strada alzaia fino a Cassinetta di Lugagnano, cascina Tangola, svolta verso Preloreto di Corbetta e strada Preloreto fino a via Walter Tobagi a Magenta. L’obiettivo che ho in mente è di partecipare ancora a qualche non competitiva (StraCassinetta il 12 settembre) e allenarmi per tornare a correre i 12 chilometri in meno di un’ora. Missione impossibile? Staremo a vedere…

sabato 30 luglio 2022

Bufalora volt e bas, sei chilometri sotto la pioggia

 La Bufalora volt e bas fa salite a 5 le corse alle quali ho partecipato dall’inizio di quest’anno. Nell’ordine il Tapacross a Robecco sul Naviglio, Cameri, la Marcia dei Ciliegi in Fiore a Casterno ad aprile, la marcia del Grano sempre a Castenro a giugno e Boffalora Ticino a fine luglio. Non è un granché, ma non fa niente. I tempi sono quelli che sono, ma non fa niente nemmeno questo. Nelle foto sotto si comincia da Casterno per finire con Boffalora.






lunedì 14 marzo 2022

Venti chilometri a Cameri, non succedeva da oltre due anni


 Dopo il Tapacross a Robecco sul Naviglio domenica 13 marzo torno ad una gara in quel di Cameri, per l’ottava Corriamo per il Kenya. Sono più di due nani che non corro 20 chilometri, precisamente dal mese di gennaio 2020 quando partecipai alla mezza maratona di Marrakesh. Quindi l’unico obiettivo nella mia testa era quello di farli senza fermarmi e senza guardare il crono. 

Alla fine ho chiuso a 5’10” al chilometro, con una prima parte leggermente più veloce della seconda. Confesso che sarei potuto andare anche più veloce, ma non mi interessa. Per parecchi chilometri il percorso era sterrato, tra i sentieri del Parco Piemontese della Valle del Ticino. Correre in terra piemontese, a ridosso della Lombardia, significa imbattersi in paesaggi aridi, dalle pianure sconfinate. 


 

Insomma non proprio il massimo per rigenerare lo spirito, ma tutto sommato belle per far ripartire la voglia di correre. Alla prossima, quindi, forse la mitica Marcia dei Ciliegi in Fiore a Casterno di Pasquetta.


 

lunedì 13 settembre 2021

Mercoledì 15 settembre la presentazione della prima mezza maratona Fidal di Varese

 


Una grande manifestazione per celebrare la prima mezza maratona ufficiale FIDAL di Varese. Dopo l’edizione “zero” del 2019, è in arrivo la prima Varese City Run, manifestazione podistica che promuove lo sport a tutti i livelli, stimolando la voglia di stare insieme e puntando sulla valorizzazione del territorio e sulla solidarietà. Verrà disputata il 10 ottobre su tre distanza. La mezza Fidal di 21,097 km, 10km competitiva e non competitiva e family run.

La Varese City Run 2021 sarà presentata in


CONFERENZA STAMPA

Mercoledì 15 settembre, ore 11.30
Filiale della BCC di Busto Garolfo e Buguggiate
Via Veratti 1/A - VARESE

 

Si darà visione del programma dettagliato, nonché delle realtà sportive e associative che parteciperanno all’evento.

INTERVENGONO:
Davide Galimberti - sindaco di Varese
Dino De Simone - assessore allo Sport di Varese
Rossella Dimaggio - assessora ai Servizi Educativi di Varese
Diego Trogher - vice presidente BCC di Busto Garolfo e Buguggiate
Stefano Colombo e Paolo Frigoli - SportPiù S.P.D. a r.l.

E gli altri partner, sponsor e patrocinatori dell’iniziativa.
Seguirà buffet per tutti i presenti.

Tutte le info sulla pagina ufficiale di Varese City Run

sabato 31 luglio 2021

Si torna a correre e a viaggiare..e questa volta non ci si ferma più

 


Si conclude un mese di luglio che, tralasciando le normali difficoltà, non mi è dispiaciuto per nulla. Sono tornato a fare le due cose che amo di più, viaggiare e correre. Una settimana in Grecia e la ‘Bufalora volt e bas’ con pettorale attaccato sono bastate per farmi tornare il buonumore. Non accadeva dal mese di febbraio del 2020. E all’estero non ci andavo dal mese di gennaio, sempre 2020, e Dio sa quanto mi piace viaggiare all’estero, conoscere nuove culture, vivere la vita che si vive in paesi diversi dal mio. Questo blog lo dedico alla corsa e di quello parlerò. 

 Era un po’ che non ci scrivevo, dalle polemiche sulla Stramagenta. Si fa, non si fa, rinviata e poi annullata. Io fui uno dei più strenui oppositori alla StraMagenta fatta in un periodo che vedeva i contagi alle stelle e gli ospedali in sofferenza. C’era altro cui pensare e le nostre corse le potevamo fare benissimo da soli, senza andare ad aggravare una situazione già abbastanza grave. La campagna di vaccinazione era agli inizi e le difficoltà tante. Mi presi critiche e anche qualche insulto dai colleghi runner. Ma fa parte del mestiere. Se dovessi calcolare un centesimo per ogni critica e ogni insulto che ho preso da quando faccio il giornalista ne uscirei ricco sfondato. Mettiamoci tutto alle spalle e guardiamo avanti con ottimismo. Quindi pensiamo in grande. 

Vorrei ripartire nel prossimo autunno gareggiando su un paio di mezze e cercando di tornare ai tempi di qualche anno fa (molto prima della pandemia per intenderci). Sotto l’ora e 40. La vedo dura, ma chissà. L’anno prossimo vorrei tornare a gareggiare anche all’estero, unendo l’utile al dilettevole. Amsterdam, Mosca e perché no anche Stati Uniti. Penso troppo in grande? Diceva Shimon Peres che la vita dell’ottimista e del pessimista, alla fin fine, sono uguali. Almeno noi ottimisti ci saremo goduti il viaggio… Enjoy the run!!

mercoledì 10 febbraio 2021

StraMagenta 2021: si corre l'11 Aprile!


La StraMagenta 2021, competizione podistica di 10 chilometri diventata ormai un appuntamento imperdibile per i runner, si terrà il prossimo 11 aprile. Lo ha deciso l'Amministrazione Comunale a seguito del rinvio della gara a causa del clima d'incertezza cittadino causato dall'emergenza sanitaria in corso. L'evento, organizzato dalla New Run Team in collaborazione con Fidal Comitato regionale Lombardia, si svolgerà nel pieno rispetto delle norme anti-Covid ed è inoltre previsto uno specifico protocollo di sicurezza messo a punto dagli organizzatori per ridurre ulteriormente qualunque tipo di rischio.

“In queste settimane abbiamo lavorato per dare respiro a un settore duramente colpito da questa emergenza – ha detto il sindaco di Magenta, Chiara Calati – La StraMagenta negli anni è diventato un appuntamento di prestigio a livello nazionale e di grande valore, non si tratta solo di un appuntamento sportivo ma di un evento che caratterizza sempre più la città e per questo, visti i protocolli di sicurezza adottati dagli organizzatori a tutela della salute di tutti, abbiamo dato il via libera alla gara”, ha concluso il Sindaco Calati.

"Sono soddisfatto della sintesi fatta: Magenta sarà teatro di un evento che dà ossigeno al mondo dello sport nazionale – ha commentato l'assessore allo Sport, Luca Aloi – Ringrazio Davide Daccò, presidente della New Run Team, e Fidal Lombardia per aver compreso le ragioni del rinvio e per essere stati disponibili al confronto. I magentini e le famiglie che amano questo sport avranno la loro corsa non appena sarà possibile, ora abbiamo la possibilità di aiutare un comparto che per troppi mesi è rimasto fermo e su questo ci siamo sentiti in dovere di agire. Nei prossimi giorni metteremo a disposizione di cittadini e interessati tutti i dettagli riguardo questo evento", ha concluso l'assessore Aloi. Le principali misure di sicurezza previste:

 Il punto di ritrovo sarà la sala polifunzionale di via Matteotti, saranno messi a disposizione degli organizzatori e dei partecipanti gli spazi del centro anziani di via Matteotti, la tensostruttura, piazza Mercato e i bagni pubblici, non sarà messo a disposizione nessun ambiente scolastico e non è previsto l'utilizzo di palestre, spogliatoi o docce. Nella piazza Mercato saranno delimitate apposite aree per consentire agli atleti di svolgere l'attività di riscaldamento in completa sicurezza. Non ci sarà commistione tra gli spazi dedicati alla manifestazione sportiva e l'ambiente esterno.

Il protocollo anti-Covid per la gara:

Agli atleti verrà misurata la temperatura corporea la mattina stessa della gara e prima di accedere al ritiro delle pettorine, chi risulterà avere una temperatura pari o superiore a 37,5° C non potrà accedere e partecipare alla gara. Gli atleti dovranno inoltre consegnare l'apposita autocertificazione.

Non è previsto l'utilizzo di spogliatoi e docce, l'accesso ai servizi igienici e l'igienizzazione degli stessi sarà gestito da personale addetto.

La partenza sarà divisa in due gruppi: i top runner maschili e femminili che corrono la gara in 43 minuti partiranno per primi e a seguire gli atleti che corrono i 10 chilometri previsti entro un'ora e 10 minuti. Allo scopo di ridurre ulteriormente la possibilità di assembramento, ogni gruppo sarà suddiviso in due batterie che partiranno a distanza di 5 minuti l'una dall'altra.

Gli atleti dovranno accedere alle griglie di partenza seguendo la cartellonistica esposta, posizionarsi sul punto indicato sulla pavimentazione stradale indossando obbligatoriamente la mascherina fino a 500 metri dopo la partenza.

Una volta tagliato il traguardo gli atleti dovranno subito uscire dal percorso gara e indossare la mascherina. Il ristoro sarà consegnato durante il ritiro del pettorale, quindi non sono previsti momenti di assembramento.

Le premiazioni sul podio saranno effettuate solo per i primi 5 classificati maschili e femminili, i premi di categoria potranno essere ritirati presso i 3 punti prestabiliti, transennati e con segnali di distanziamento sulla pavimentazione, fino alle ore 12.30 presentando il pettorale di gara.

venerdì 29 gennaio 2021

StraMagenta rinviata, non si correrà il 7 febbraio


La StraMagenta in programma per il prossimo 7 febbraio è stata rinviata a data da decidere. La classica competitiva Fidal sulla distanza di 10 chilometri si sarebbe dovuto svolgere seguendo i rigidi protocolli di sicurezza anti covid, ma evidentemente non è bastato per placare le polemiche. In troppi avevano sostenuto essere troppo rischioso azzardare l’organizzazione di una gara in questo periodo ancora molto delicato. 

E così ecco arrivare la notizia del rinvio della competizione. Ci auguriamo che si torni al più presto alla normalità, anche nelle competizioni sportive. Ma effettivamente era davvero un rischio preparare una corsa, sia pur con partenze scaglionate, in un momento difficoltoso come questo. Meglio fare un passo alla volta, senza dover per forza bruciare le tappe.

martedì 19 gennaio 2021

StraMagenta il 7 febbraio si corre: tra assurdità e voglia di ripartire ci rimetterà l'intero movimento


Amici runner, quando ho letto la notizia della Stra Magenta confermata il prossimo 7 febbraio non volevo crederci. Impossibile che si arrivi a tanto in un momento delicato come questo, mi sono detto. Eppure era proprio così. L’ho letta su podisti.net, sito specializzato con il quale saltuariamente collaboro (collaboravo..sic) anch’io. La davano in toni positivi, all’insegna della volontà di ripartire. Senza pensare alle conseguenze negative che si possono nascondere dietro una notizia come questa e a come viene data. Ho già manifestato la mia intenzione di non parteciparvi e non perché temo conseguenze per la sicurezza. Gli organizzatori sono persone serie e responsabili e faranno il massimo. Non vi parteciperò perché ho deciso di tornare alle gare solo quando ci saranno le condizioni per farlo. Ho chiesto all’assessore Luca Aloi che su whatsapp mi ha risposto affermando che “anche il mondo dello sport ha diritto di farsi sentire. Se avessimo anche più associazioni di interesse nazionale le farei giocare e gli darei qualsiasi spazio pur di fargli fare attività”. 

Da appassionato come posso non essere d’accordo con Luca. Nella mia memoria però ricorrono ancora quei commenti idioti di una buona parte della popolazione che ad inizio pandemia, nel mese di marzo dello scorso anno, accusava noi runner di essere degli untori e di fregarcene bellamente delle disgrazie della gente. Oggi come sta reagendo la gente di fronte alla notizia che il prossimo 7 febbraio a Magenta potrebbero arrivare 900 persone a correre? Allo stesso modo. Noi runner siamo gli insensibili, quelli capaci di pensare solo alle loro corse del cavolo. E comincio a sospettare che con qualcuno hanno pure ragione questi sciagurati. Corro da quando ero un ragazzino, cominciando negli anni in cui il movimento non aveva certo la partecipazione che ha oggi. Mi spiace sentire queste frasi. 

Giustamente la gente farà il paragone con quanto gli sta succedendo. Molti penseranno alla loro vita cambiata in peggio in quest’ultimo anno. E diranno: io costretto a chiudere e loro qui davanti a me a correre e a sputazzare a destra e a sinistra? Questo diranno. Comunicare in toni così allegri questa manifestazione è stato un errore. Non mi esprimo su altre questioni perché non sono il mio campo, ma sulla comunicazione posso farlo. E’ stata comunicata in modo sbagliato. A mio avviso non sarebbe cambiato nulla se la si rimandava alla prossima estate, magari in orario serale in via eccezionale. Sarebbe stato anche un segno di rispetto verso coloro che stanno facendo sacrifici.

sabato 2 gennaio 2021

Running: non si tornerà a gareggiare domani e nemmeno dopodomani, ma con il giusto approccio mentale quando ricominceremo saremo pronti


E’ dal mese di luglio che non scrivo nulla su navigliorunning. Qualche volta posto i miei allenamenti su facebook giusto per abitudine, ma nessun articolo sullo sport che pratico da un trentennio. E allora ripariamo cominciando il nuovo anno con un articolo sul mio blog dedicato alla corsa. Anno nuovo e vita nuova dice il detto e mi sono sempre chiesto chi lo ha coniato perché non è mica sempre vero. Ricordo che qualche anno fa ero in fase di meticolosa preparazione di una mezza. 

Nonostante riuscii a seguire scrupolosamente la tabella di marcia il risultato finale fu deludente. Faticai a portare a termine gli ultimi chilometri e rimasi davvero demoralizzato perché mi ero impegnato a fondo, ma evidentemente qualcosa andò storto. Qualche mese dopo, senza nessuna preparazione, mi presentai al via di un’altra mezza che conclusi sotto l’ora e 40. Senza particolare fatica. Due gare, due diversi modi di preparazione e risultati completamente diversi. 

Perché comincio l’articolo con il ricordo di due gare così diverse in tutto e per tutto? Ascoltando i runner, leggendo i loro commenti su facebook, analizzando quello che è stato il 2020 il pensiero è unanime. Nessuno salva qualcosa dell’anno appena trascorso. Tutti puntiamo alla rivincita, a ripartire con le gare e a tornare come tutto era una volta. Penso che l’approccio mentale, qualsiasi attività noi svolgiamo che possa essere lo sport, il lavoro o lo studio, sia tutto. Mettiamoci in testa che non torneremo a gareggiare domani e nemmeno dopodomani. Non siamo pronti a livello mondiale. Lo faremo, magari quest’anno. Ma intanto alleniamoci senza pensare a nulla, senza il patema d’animo di dover battere chissà qualche record. 

Voglio fare come feci per quella seconda mezza. Quella che non preparai. Quella volta che arrivai alla linea di partenza senza tensioni perché non avevo nulla da perdere. Quella volta che la conclusi molto bene a differenza dell’altra. E’ questo l’approccio che dovremo tenere per questo 2021. Quando si ricomincerà saremo pronti…

giovedì 30 luglio 2020

Bufalora volt e bas special edition, il runner stacca il biker in salita (VIDEO)

Una delle cose belle che più apprezzo nella corsa è la possibilità di percorrere lunghi tratti immersi nella natura. Cosa che ti permette di ritrovare un rilassamento pressoché totale.
 
 
L’edizione di quest’anno della Bufalora volt e bas è stata speciale per via delle restrizioni anti covid, ma non per questo meno bella. Nessun assembramento, nessuna partenza con più di mille partecipanti a correre su e giù per uno dei più bei paesi del territorio. Ho scelto di farla questa mattina sul presto portandomi addirittura un cameraman fotografo pronto ad immortalare la mia impresa. E’ la terza gara di quest’anno dopo la mezza di Marrakech e la StraMagenta. L’ho corsa in maniera tranquilla a 4’45” al km arrivando senza affanno e staccando di netto il cameraman che si è piantato all’inizio salita, come mostra il video…
 
 
 
 

giovedì 30 aprile 2020

Correre in solitudine nel bel mezzo mezzo della natura, dal 4 maggio si può. Anzi, si deve...


Scrivo queste poche righe perché ho appena letto il bellissimo articolo di un collega runner/giornalista dal titolo ‘Io amo l’assembramento’ riferendosi alle corse con migliaia di partecipanti purtroppo ancora lontane. Bellissime, niente da dire. Ma io vado contro corrente e dico che ‘amo la solitudine’. Ebbene si, ditemi quel che vi pare, ma a me piace correre da solo nel silenzio della natura. Sono abituato così da quando cominciai a muovere i primi passi nel running. Sveglia alle 6, estate o inverno che sia non ha importanza. L’importante è correre da soli senza nessuno attorno. E’ semplicemente fantastico, provare per credere. L’unico rumore sono i passi sul terreno delle tue falcate. Gli unici suoni che apprezzi sono quelli della natura.
A primavera è bellissimo, ma lo è anche in tutte le altre stagioni. Perfino d’inverno quando c’è la nebbia e non vedi a un palmo di mano. Quando ti svegli e trovi le strade deserte ti sembra di essere il padrone del mondo. Lunedì 4 maggio, dopo due mesi di stop al running (tra i tanti stop non è stato certo il più grave, ma uno dei tanti per gli appassionati) si torna a correre con l’obbligo di farlo da soli. Conosco runner che se non corrono in compagnia non ce la fanno proprio. Giusto, non li critico di certo. Correre con qualcuno fa sentire di meno la fatica, è più divertente e ti spinge a dare il meglio. Sono io l’asociale. Loro sono i veri runner. Ma a me piace, anzi strapiace correre da solo.
Non porto il telefonino, non porto nulla. E’ l’unica ora, ora e mezzo, in cui nessuno mi può rompere le scatole. Ho i miei percorsi. Se voglio fare il classico vado verso Cassinetta seguendo l’alzaia del Naviglio. Sarà ancora chiusa, giustamente per evitare il rischio di assembramenti. Allora farò la strada Preloreto e la sterrata che porta all’oasi con acqua sorgiva che alimenta il fontanile del Gallo. L’avete mai vista l’oasi con acqua sorgiva a Preloreto? E’ un luogo meraviglioso e val bene una visita. Da soli, ovviamente. Si entra in luogo spettacolare in mezzo alle campagne ricco di ogni bene che la natura possa offrire. A primavera e in estate vedi il sole sorgere. Uno spettacolo meraviglioso. Gratis. Cosa volere di più…

lunedì 27 aprile 2020

Il 4 maggio torniamo a correre, facciamolo usando il buon senso

Amici runner, ieri sera sono state decretate le misure urgenti di contenimento del contagio sull’intero territorio nazionale. Cosa prevedono per quanto ci riguarda? Da lunedì 4 maggio potremo tornare a correre? Si, finalmente potremo tornare a correre spingendoci anche lontano da casa. Ecco cosa prevede testualmente il decreto:

f) non è consentito svolgere attività ludica o ricreativa all’aperto; è consentito svolgere individualmente, ovvero con accompagnatore per i minori o le persone non completamente autosufficienti, attività sportiva o attività motoria, purché comunque nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri per l’attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività;
Dalla lettura si evince che sarà possibile correre anche in due, a patto di rispettare la distanza di sicurezza di almeno due metri, solo se trattasi di minori che vengono accompagnati o persone non autosufficienti. Nulla è indicato in merito all’uso delle mascherine. Come possiamo interpretarlo? Ci si affida a quanto stabilito dalla Regione che stabilisce l’uso della mascherina quando si esce all’aperto. Ragion per cui dobbiamo prestare attenzione alle prossime disposizione regionali sull’attività outdoor.

USIAMO IL BUON SENSO

Amici runner. Ognuno di noi vede la corsa come parte integrante della propria vita. L’avere trascorso le ultime settimane senza poterla praticare o averla praticata in spazi limitati ci ha tolto molto del nostro agire quotidiano. Non lasciamoci prendere dalla foga e andiamoci con molta cautela. Non siamo usciti dall’emergenza, anzi ci siamo in pieno. Il mio consiglio, da runner che corre dal 1986 e che guai se gli tolgono la corsa, è di correre da soli in luoghi isolati. Scegliete gli orari più tranquilli. La mattina presto o la sera. Abbiamo delle bellissime campagne. Sfruttiamole. Portatevi uno scaldacollo da indossare nel caso in cui doveste incrociare qualcuno. Poi toglietelo perché bloccare naso e bocca ci blocca la respirazione e potremmo avere gravi conseguenze. Non aggiungo altro. Spero che tutto vada bene…

 

lunedì 20 aprile 2020

Runner untore e menefreghista: ennesima enorme fake news costruita per sorvolare sui veri problemi

Da qualche giorno ho deciso di tornare a correre fuori casa. Limitatamente, sia ben chiaro, alle vicinanze della mia abitazione. Duecento metri, a forse anche 400 poco cambia, portando con me la carta di identità in modo da mostrarla alle autorità in caso di controllo. “Abito qua dietro, faccio ancora 100 metri e rientro. Non preoccupatevi”, sono pronto a giustificarmi (sic..). L’ho fatto per due ragioni fondamentali. La prima è che a correre attorno al cortile di casa va bene una volta, due, alla terza già non ne puoi più. E’ un sistema di allenamento di usare in casi eccezionali fino ad un massimo di 15 minuti e non di più. La seconda ben più importante motivazione che mi ha indotto a tornare sulla strada a correre (anche se per pochi minuti) è che la disposizione che lo vieta è assurda, fuori luogo, incostituzionale, abominevole e chi più ne ha più ne metta.

Ma ancora peggio di quella disposizione che prevede una sanzione (prima si parlava di denuncia!) è stata la reazione del popolo di fronte a chi corre. Non so da chi sia partita la spinta a considerare il runner poco sensibile a quello che stava succedendo o, peggio, addirittura un possibile veicolo di trasmissione del virus, fatto sta che la sola visione di un podista in circolazione generava il panico. E lo genera tutt’ora in alcuni fori di testa, non è ancora finito il rischio. Generalmente sono uno che agisce d’impulso a fronte di un’azione che ritengo assurda, quindi il mio istinto primario è stato quello di mandare al diavolo tutta questa feccia di disgraziati. A fronte di un’analisi più attenta che mi dimostrava che i problemi andavano cercati altrove e parliamo di Rsa dove i casi di positività al Covid – 19 sono schizzati alle stelle, operatori sanitari senza dispositivi di protezione individuale (pazzesco), scelte politiche disastrose su come affrontare l’emergenza, mi saliva il sangue al cervello nel vedere che degli autentici idioti ancora non avevano capito la vera portata del fenomeno.

Ma subito dopo la reazione violenta cerco di analizzare con razionalità quello che sta accadendo. Ebbene il fatto che nel giro di poco tempo si sia riusciti a generare un odio infondato nei confronti del runner mi ha fatto riflettere parecchio su quanto sia facile cambiare la mentalità di una buona parte della popolazione. Sia ben chiaro, non viviamo certo sotto una dittatura come molti paventano sulle colonne dei loro profili facebook. Siamo di fronte ad alcuni provvedimenti presi in una situazione di emergenza sanitaria che ben poco hanno a che fare con il fascismo o roba simile. E ci mancherebbe altro. Ma pensiamoci un po’.

Se è stato così semplice additare il runner come untore, menefreghista, complice del virus, può essere altrettanto semplice manovrare a piacere la mentalità di un individuo e trasferirla in altre direzioni. Basta pompare a dismisura contro una persona, categoria, nazione e questa diventa, immancabilmente, la persona, la categoria, la nazione da odiare. E’ così che si costruisce ad arte l’odio. Domattina esco a correre, come da 30 anni a questa parte…

 

giovedì 9 aprile 2020

Correre in casa non è divertente, è terribile. Il runner deve essere libero come il vento

Non vedo l’ora di tornare a correre nelle mie campagne. E’ un mese che giro come una trottola attorno al mio cortile ed è sicuramente meglio di niente. Ma le mie campagne sono il meglio che ci sia in fatto di palestra. La strada Preloreto, l’alzaia del Naviglio Grande, la via Valle di Pontevecchio che porta alla Fagiana, gli sterrati tra Casterno e Carpenzago tra i fontanili su tutte. Non c’è paragone. Il resto è nulla a confronto. Mi manca, cosa volete che vi dica. Qualcuno mi darà dell’insensibile e del viziato di fronte alla tragedia. Va bene, non avete capito niente sappiatelo. Stiamo galoppando nella stagione migliore per il runner.

Quella in cui le gambe spingono anche se il cervello dice no. Quella che ti fa venire voglia di correre forte, a perdifiato fino a non farcela più. Quella in cui ti avvicini ad un fosso e lo salti senza manco pensarci. Quella in cui sei solo con il mondo che ti circonda. Anzi, non sei solo. Sei con la moltitudine di animali che ti circonda. Quella in cui ingaggi una gara con una mini lepre e ne esci irrimediabilmente sconfitto. Quella in cui dopo una corsa, ti fermi e guardi in alto. Sorridi perché sei felice di poter correre libero come il vento.

Questa è la primavera del runner e farla in quarantena è la cosa peggiore che ci possa essere. La foto a questo post è la medaglia consegnata on line ai partecipanti alla prima ‘Stra in casa’ organizzata a favore degli ospedali. Forse ci saranno altre gare simili. Spero poche. Perché io non vedo l’ora di tornare a correre nelle mie campagne.

lunedì 30 marzo 2020

Runner in quarantena: ha senso correre per pochi metri attorno a casa?

Non è certo la prima volta, nel corso della mia carriera da runner cominciata nel lontanissimo 1986, che stacco la spina. L’ho fatto diverse volte. A causa di infortuni, mai gravi per fortuna, per impegni, per mancanza di voglia che inevitabilmente a volte sopraggiunge. Scrivo questo articolo, che poi non è un articolo bensì un semplice pensiero, non a seguito delle varie polemiche scoppiate nelle ultime settimane da parte di molti che additavano i runner come soggetti irresponsabili e menefreghisti nei confronti della popolazione e capaci solo di pensare al loro benessere fisico e nient’altro. Su questo farò un'attenta riflessione solo quando terminerà il problema mondiale. Al momento mi limito a due righe.

Allora, io parlo per me stesso. Non posso parlare di una moltitudine di persone che non conosco. In mezzo ad un paio di milioni di individui che praticano lo jogging o la corsetta domenicale c’è di tutto. Da quello sensibile a quello che gli importa solo del suo aspetto. La cosa che mi ha rattristato è stata quella di includere tutti nella stessa categoria.

Da un mese a questa parte esco di casa solo due volte la settimana. Una mattinata perché svolgo servizio in ambulanza presso la Inter Sos di Magenta e un paio di ore all’Iper per la spesa. Anche nel mio lavoro da cronista ho preferito fare tutto da casa, via telefono o grazie alle tecnologie moderne. Pur avendo i giornalisti l’autorizzazione a circolare per motivi di lavoro essendo il nostro mestiere considerato di pubblica utilità.

Ma nel mio blog parlo solo di corsa e a quello mi devo attenere. Come svolgo i miei allenamenti in questi giorni? Come sempre! Ma come è possibile se non puoi uscire dal cancello? dirà qualche lettore. Certo mancherà l'intensità, ma per il resto cambia poco. Quando cominciai a correre, circa 33 anni fa, uscii per la prima volta lungo un percorso di 1600 metri e dopo 1000 fui costretto a fermarmi da tanto che avevo il fiato corto. Impiegai un paio di settimane per riuscire a completare il miglio senza mai fermarmi.

Quando stacco la spina non resto mai completamente fermo. Mi limito a fare qualche centinaio di metri di corsa lentissima giusto per rinvigorirmi. Non faccio parte della categoria dei super runner: “o esco e faccio 30 chilometri o me ne sto a casa, tanto non ha senso correre per pochi metri attorno al proprio cortile”. Invece no. Ha senso eccome anche correre per poche centinaia di metri a ritmo da lumaca. Sabato ho corso per un chilometro attorno al perimetro della mia casa in 7 minuti e domenica ne ho fatti due di chilometri sempre a ritmo lentissimo. Ma va benissimo così. Non me ne importa niente di quello che potrebbe dire il miglior allenatore di questo mondo perché il miglior allenatore di me stesso sono proprio io. E finché dura la quarantena si fa così.
 

mercoledì 26 febbraio 2020

Dopo la straMagenta appuntamenti annullati per il Coronavirus

Domenica 2 febbraio era in programma la settima edizione della StraMagenta. L’unica gara che ho sempre fatto, anche nei momenti più difficili della mia vita. Nessun problema, quindi, se ho trascorso la notte tra venerdì e sabato all’aeroporto di Casablanca e sono rincasato verso le 13. C’era tutto il tempo per recuperare dopo una settimana piuttosto movimentata cominciata il sabato precedente a Marrakech, continuata il giorno dopo con la mezza, proseguita nel Marocco centrale e finita tra Ceuta e la valle del Rif. Insomma, avete capito che l’avventura e la voglia di raccontare e conoscere popoli diversi fa parte integrante della mia vita.

 Quindi sono tornato da quel viaggio, non dico riposato, ma pronto per nuove esperienze. Domenica 2 era d’obbligo presentarsi alla linea di partenza della gara che si core davanti alla mia casetta. L’ho chiusa in 44’. Conclusa la classica sui 10 km il mio programma prevedeva la mezza di Trecate domenica primo marzo e il Tapacross il sabato successivo a Robecco sul Naviglio. Due appuntamenti, purtroppo, annullati a causa del Coronavirus. Nella foto sono con Silvia Oggioni, la bravissima atleta vincitrice della settima StraMagenta. Come da tradizione all’arrivo devo farmi fotografare con la prima donna.

venerdì 7 febbraio 2020

La mia prima corsa in Africa, non sarà l'ultima


La prima gara di questo 2020 l’ho corsa niente meno che in terra d’Africa. A Marrakech, Marrocco. Lo scorso 26 gennaio era in programma la maratona internazionale e la mezza ed è sulla distanza dei 21km che mi sono cimentato. Una bella esperienza. Ci tenevo, lo volevo e l’ho fatta. Circa 13mila partecipanti provenienti, soprattutto, dalla Francia e da altri paesi europei. A farla da padroni sono stati i marocchini, gli atleti di casa. Sia nelle prime posizioni che nelle retrovie. Gli ultimi tre chilometri, particolarmente sofferti per la temperatura che si alzava e alla quale non ero abituato, li ho corsi in compagnia di alcuni colleghi runner magrebini.
 
Ridevano e scherzavano e mi prendevano pure in giro. Indossavo la maglia della mia squadra, i Tapascioni di Robecco ed ero facilmente inquadrabile come straniero. “Italiano? Spaghetti e pizza ahaha”, dicevano. Pure questo mi tocca sentire. Nulla da dire sull’organizzazione. Pressoché perfetta. Dal primo all’ultimo metro. Confesso di non trovarmi a mio agio in mezzo alla calca. L’attesa alla partenza durata una mezzora in mezzo ad altre centinaia di partecipanti, mi innervosiva. Ma tantè, un po’ di attesa ci sta. Abbiamo attraversato lunghi rettilinei tra bambini che applaudivano ed erano pronti a darti il cinque.
 
E’ stata un po’ la sorpresa il Marocco della corsa. Conosco i talenti nordafricani, ma non pensavo ci fossero così tanti appassionati che si allenano durante la settimana. Ero convinto che in un paese ancora, per buona parte, povero, non vi fosse spazio per le attività collaterali, per lo sport praticato in maniera amatoriale. Invece non è così. Ragazze e ragazzi che, senza alcuna velleità agonistica, corrono perché amano farlo. Scorro la classifica e mi ritrovo inglobato in decine di altri runner, tutti di casa. Non so se correrà ancora questa gara a Marrakech. Ma di sicuro in Africa ci tornerò, anche per correre.
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lunedì 23 dicembre 2019

Si torna a correre al selvaggio Boffacross

Dopo un paio di anni di assenza sono tornato a correre il Boffacross. Sabato scorso ho avuto buone sensazioni dal saliscendi continuo e a volte micidiale di quello che viene soprannominato il cross selvaggio.



Senza un metro di pianura attorno al centro sportivo di Boffalora sopra Ticino. Bello, duro e divertente. Quindi va bene così, altrimenti che cross sarebbe…

 

Running in Africa, road to Marrakech!

Il prossimo 26 gennaio correrò, se Dio vuole, la mezza maratona di Marrakech. Città che già conosco avendola visitata un anno e mezzo fa. E’ andata più o meno così. Tutto per caso, come sempre. Con Khalid eravamo d’accordo di andare di nuovo in Marocco, nel nord del paese, tra Casablanca e Ceuta a vedere una zona che personalmente ancora non ho visto.

A fare un reportage sui migranti e sulla violenza perpetrata dall’Esercito nei confronti di chi vuole varcare la frontiera. Il periodo era la fine di gennaio e così mi sono ricordato che l’ultima domenica del primo mese dell’anno si organizza la mezza e la maratona a Marrakech. Gara alla quale partecipano circa diecimila runner provenienti da tutta Europa con un numero impressionante di forti atleti africani. “Perché non anticipare di un paio di giorni il viaggio e fare la mia prima mezza nel nord Africa?”, mi sono chiesto. Detto e fatto; per me prenotare e iscrivermi è questione di un secondo. Non avendo velleità agonistiche la prenderò come una passeggiata o poco più.

Cercherò di allenarmi, senza esagerare (considerato che appartengo alla categoria SM 50 e la cosa mi mette i brividi) per godermi una corsa in una città che ti porta indietro di due o tre secoli. Marrakech è unica nel suo genere. Manca un mese o poco più. Running in Africa, road to Marrakech!

Clicca per visitare il sito della maratona di Marrakech